Ramzi Ben Romdhane
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- Operaio metalmeccanico - Consigliere Comunale a Quattro Castella Prov. RE - Coordinatore Forum Immigrazione Provinciale PD Reggio Emilia
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domenica 21 aprile 2013
domenica 17 marzo 2013
Coop Baragalla può essere una risorsa per il consumatore e la zona sud della Provincia di Reggio
Intervenire ora sulla questione coop credo che ormai sia
troppo tardi, in quanto si sta mettendo in discussione un progetto di quindici
anni fa.
L’aspetto
che mi lascia maggiormente perplesso sul dibattito che si è espresso in questi
giorni, è che sta mettendo in discussione un progetto in un momento di crisi,
dove si propone posti di lavoro e possibilità di risparmio al consumatore.
Nella zona
sud della provincia di Reggio Emilia molte famiglie si vedono costretti a
spostarsi verso la zona nord, dove si trovano i centri commerciale con ampia
scelta sul prodotto e con maggiori possibilità di risparmio.
Qua si sta
proponendo di dimezzare i km percorsi e una maggiore offerta per le famiglie
del territorio.
Sui negozi
di “vicinato” qualcuno diceva che “la comodità si paga” bè al giorno d’oggi non
è più cosi, le tasche delle famiglie sono sempre più vuote e la comodità è
andata in secondo piano.
I cosiddetti piccoli commercianti “di vicinato” del
nostro territorio svolgono un’altra funzione, che riguarda la spesa giornaliera
o specializzandosi in prodotti di elevata qualità. Questo permette a loro di
ritagliarsi una piccola fetta di mercato che negli anni è andata a ridursi per
l’effetto della crisi economica famigliare e non per il proliferare dei centri
commerciali.
Sulla questione economica che deriva dal progetto, non
entro nel merito della questione in quanto è di competenza e di scelta del
comune di Reggio Emilia. Dico solo che le risorse ricavate da questo progetto
andrebbero spesi sulla zona circostante per migliorare la viabilità della
frazione in orario di punta, che è molto critica.
martedì 5 marzo 2013
Direttivo del Circolo PD Quattro Castella - Una discussione seria e costruttiva senza una resa dei conti.
Ieri sera si è svolto il direttivo del Circolo PD Quattro
Castella molto partecipato.
Una discussione seria, senza resa dei conti o individuazione
di capri espiatori.Analisi del voto e le sue dinamiche, forse un po’ troppo legata al Istituto Cattaneo.
Una forte richiesta di rinnovamento serio.
Ancora una volta, si chiede ancora di più un forte
rinnovamento politico, che si esprima nel circolo locale come nell’organizzazione
nazionale.
In questi ultimi anni il rinnovamento c’è stato, ma si è
basta un po’ troppo su quello che esprimeva la carta d’identità e non sulla
capacità e il valore aggiunto del gruppo e della persona.
Ancora una volta non siamo riusciti a parlare ai giovani,
ancora una volta non siamo riusciti ad attirare il loro interesse nei confronti
delle nostro proposte programmatiche.
Ancora una volta si è sottolineato abbiamo
continuato a parlare alla cultura medio – alta e non siamo riusciti a parlare
alle calassi meno abbienti, che una volta erano il nostro elettorato.
In questi ultimi anni abbiamo continuato a mancare di
CREDIBILITA’ POLTICA che un giorno ci faceva esprimere una posizione ed il
giorno dopo veniva smentita o completamente stravolta dal nostro compagno di
partito.
Questo atteggiamento ci ha portato sulla strada del “dirlo,
ma non troppo” o “del vorrei ma non posso” …
Questo comportamento è continuato anche durante la campagna
elettorale, un giorno si morosava con Monti e il giorno dopo se ne dicevano
peste e corna!
Questo atteggiamento non ci ha mai pagato e ha continuato a
non pagarci anche nell’ultima campagna elettorale, non siamo stati credibili
alla pancia del elettorato Italiano.
Non sono mancati le fini marcature sul “ se ci fosse stato …
“ oppure “ se avessimo fatto …” ma purtroppo la storia non si fa con il “ SE ”
Quest’ultimo aspetto ha sempre caratterizzato il nostro
partito, abbiamo un innato senso sadomasochista che ci contraddistingue tutte
le volte che si arriva al traguardo.
Credo che il risultato che è venuto fuori da quest’ultima
tornata elettorale sia stato una sorpresa per la stragrande maggioranza dei
nostri militanti, è un risultato che ha espresso una serie di errori dalla
comunicazione alla organizzazione di partito.
Ora però bisogna essere una squadra unica, salvare il paese
per poi salvare il partito democratico.
Bersani è il uomo che la base ha votato e dobbiamo accettare la loro
volontà, io sono tra quello che lo ha votato e ne sono tutt’ora convinto.
Dobbiamo rispettare lui e lasciarlo lavorare, senza mettere alcun
bastone tra le ruote.
Come dobbiamo profondamente rispettare il voto degli Italiani.
Proporre 6; 7; 9; 11 punti al paese/popolazione va bene, ma
un punto è imprescindibile NO QUALSIASI FORMA DI SOSTEGNO GOVERNATIVO CON IL
PDL !!! – NON VOGLIAMO NESSUNA FIDUCIA DAL PDL!!!
I nostri militanti non la capirebbero mai, a partire dal
sottoscritto che ha creduto e continua a credere in questo Partito Democratico.
Per questo che condivido in pieno la dichiarazione unanime
del direttivo castellese:
Quattro Castella, 4 marzo 2013
Il Direttivo del
Circolo PD di Quattro Castella, riunitosi il 4 marzo 2013, esprime la propria unanime
contrarietà alla costituzione di un governo che si basi sull’appoggio del PDL
di Berlusconi e invita gli organi provinciali, regionali e nazionali ad
esprimersi in modo chiaro in tal senso.
Il Direttivo del Circolo PD di Quattro Castella
mercoledì 6 febbraio 2013
“l’immigrazione una formidabile fonte di vitalità sia per i paesi che l’attirano, sia per quelli di origine” Un tesoro da 350 miliardi !!
Il tesoro degli immigrati quei 530 miliardi da record in viaggio verso casa
LONDRA - Da due anni Liuba fa le pulizie nelle ricche case di Chelsea, il quartier più chic della capitale britannica. E da due anni, ogni venerdì, quando riceve il salario (che qui viene pagato settimanalmente), va in un ufficio della Western Union e manda una parte dei suoi guadagni ai propri familiari in Russia. «Qualche volta anche solo 50o 100 sterline - dice - ma per loro quei soldi sono importanti». E non solo per loro. Nuove statistiche della Banca Mondiale rivelano che nel 2012 il totale delle "rimesse immigrati", il denaro che i lavoratori stranieri rimandano in patria dall'estero, è stato di 530 miliardi di dollari, circa 400 miliardi di euro. È triplicato nell'ultimo decennio e oggi è tre volte più grande del totale degli aiuti economici dati dal mondo sviluppato ai paesi in via di sviluppo. Se le rimesse immigrati fossero il prodotto interno lordo di una singola nazione, sarebbe la 22esima maggiore economia mondiale, più grande di quella dell'Iran o dell'Argentina. Anticipate ieri dal Guardian di Londra, le cifre della World Bank confermano quello che molti economisti affermano da un pezzo: l'immigrazione è una formidabile fonte di vitalità sia per i paesi che la attirano, sia per quelli di origine. India e Cina, con più di 60 miliardi di dollari di rimesse annuali a testa, sono in testa a questa speciale classifica, non sorprendentemente tenuto conto dell'immenso numero di immigrati con cui hanno invaso il pianeta. Li seguono Messico, Filippine e Nigeria. L'Egitto, al settimo posto, ha raddoppiato in cinque anni il livello delle rimesse, da 9 a 18 miliardi di dollari. Ma l'impatto dei soldi mandati a casa dagli immigrati è ancora più forte in paesi più piccoli. In Tagikistan, nell'Asia Centrale, le rimesse rappresentano il 47 per cento del Pil; nello stato africano della Liberia il 31 per cento; in Khirghizistan, altra ex-repubblica sovietica, il 29. Sono paesi praticamente svuotati dall'immigrazione, perché l'economia locale offre poco e niente; ma grazie alla globalizzazione, che ha aperto le frontiere del lavoro, quegli immigrati tengono praticamente in piedi l'economia della nazione che si sono lasciati alle spalle. Il fenomeno è sempre esistito: ne sa qualcosa l'Italia, che ha avuto per lungo tempo milioni di immigrati nel resto d'Europa, negli Stati Uniti e in America del Sud.
«Ma oggi è diventato massiccio perché l'immigrazione è cresciuta (il numero totale degli immigrati legali è 214 milioni, sarebbe la quinta nazione più popolosa del pianeta, ndr) e perché le nuove tecnologie delle comunicazioni permettono di vedere subito i risultati di una rimessa», osserva Michael Clemens del Centre for Global Development di Washington. «Collegandosi gratuitamente con Skype, un immigrato può vedere alla sera la nuova uniforme scolastica che è stata acquistata in patria per i figli con i soldi che ha spedito al mattino».
Ma c'è un lato nero del boom delle rimesse: le percentuali che banche e agenzie fanno pagare agli immigrati per spedire i loro risparmi arrivano al 10 e talvolta anche al 20 per cento. Uno sfruttamento ingiusto, che il prossimo summit del G8 vorrebbe vietare, con iniziative per imporre una percentuale massima del 5 per centoa questo genere di transazioni. E per forza: i paesi ricchi della terra hanno capito che, grazie alle rimesse degli immigrati, un giorno i loro aiuti a sostegno dei paesi più poveri potrebbero non essere più necessari.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/02/01/il-tesoro-degli-immigrati-quei-530-miliardi.html?ref=search
LONDRA - Da due anni Liuba fa le pulizie nelle ricche case di Chelsea, il quartier più chic della capitale britannica. E da due anni, ogni venerdì, quando riceve il salario (che qui viene pagato settimanalmente), va in un ufficio della Western Union e manda una parte dei suoi guadagni ai propri familiari in Russia. «Qualche volta anche solo 50o 100 sterline - dice - ma per loro quei soldi sono importanti». E non solo per loro. Nuove statistiche della Banca Mondiale rivelano che nel 2012 il totale delle "rimesse immigrati", il denaro che i lavoratori stranieri rimandano in patria dall'estero, è stato di 530 miliardi di dollari, circa 400 miliardi di euro. È triplicato nell'ultimo decennio e oggi è tre volte più grande del totale degli aiuti economici dati dal mondo sviluppato ai paesi in via di sviluppo. Se le rimesse immigrati fossero il prodotto interno lordo di una singola nazione, sarebbe la 22esima maggiore economia mondiale, più grande di quella dell'Iran o dell'Argentina. Anticipate ieri dal Guardian di Londra, le cifre della World Bank confermano quello che molti economisti affermano da un pezzo: l'immigrazione è una formidabile fonte di vitalità sia per i paesi che la attirano, sia per quelli di origine. India e Cina, con più di 60 miliardi di dollari di rimesse annuali a testa, sono in testa a questa speciale classifica, non sorprendentemente tenuto conto dell'immenso numero di immigrati con cui hanno invaso il pianeta. Li seguono Messico, Filippine e Nigeria. L'Egitto, al settimo posto, ha raddoppiato in cinque anni il livello delle rimesse, da 9 a 18 miliardi di dollari. Ma l'impatto dei soldi mandati a casa dagli immigrati è ancora più forte in paesi più piccoli. In Tagikistan, nell'Asia Centrale, le rimesse rappresentano il 47 per cento del Pil; nello stato africano della Liberia il 31 per cento; in Khirghizistan, altra ex-repubblica sovietica, il 29. Sono paesi praticamente svuotati dall'immigrazione, perché l'economia locale offre poco e niente; ma grazie alla globalizzazione, che ha aperto le frontiere del lavoro, quegli immigrati tengono praticamente in piedi l'economia della nazione che si sono lasciati alle spalle. Il fenomeno è sempre esistito: ne sa qualcosa l'Italia, che ha avuto per lungo tempo milioni di immigrati nel resto d'Europa, negli Stati Uniti e in America del Sud.
«Ma oggi è diventato massiccio perché l'immigrazione è cresciuta (il numero totale degli immigrati legali è 214 milioni, sarebbe la quinta nazione più popolosa del pianeta, ndr) e perché le nuove tecnologie delle comunicazioni permettono di vedere subito i risultati di una rimessa», osserva Michael Clemens del Centre for Global Development di Washington. «Collegandosi gratuitamente con Skype, un immigrato può vedere alla sera la nuova uniforme scolastica che è stata acquistata in patria per i figli con i soldi che ha spedito al mattino».
Ma c'è un lato nero del boom delle rimesse: le percentuali che banche e agenzie fanno pagare agli immigrati per spedire i loro risparmi arrivano al 10 e talvolta anche al 20 per cento. Uno sfruttamento ingiusto, che il prossimo summit del G8 vorrebbe vietare, con iniziative per imporre una percentuale massima del 5 per centoa questo genere di transazioni. E per forza: i paesi ricchi della terra hanno capito che, grazie alle rimesse degli immigrati, un giorno i loro aiuti a sostegno dei paesi più poveri potrebbero non essere più necessari.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/02/01/il-tesoro-degli-immigrati-quei-530-miliardi.html?ref=search
venerdì 1 febbraio 2013
Odg. approvato a maggioranza dal consiglio comunale di Quattro Castella in cui "Esprime parere negativo all’idea di aggregazione tra le aziende, Hera, Iren, A2A e altre multi-utility, mirante a configurare un unico grande agglomerato industriale"
ORDINE DEL GIORNO: SULLA POSSIBILE CREAZIONE DI UNA “MULTI-UTILITY DEL
NORD”
Premesso:
Che nei mesi scorsi è apparsa a più riprese la
notizia che accreditava l’idea di una possibile nuova aggregazione tre le più
grandi Multiutility del Nord, in particolare Hera, A2A e IREN.
Considerato:
Che ad oggi, con riferimento ad un tale progetto,
non esistono atti aziendali di nessun tipo e piani di sviluppo che abbiano ad
oggetto un tale approdo e che possano quanto meno consentire una attenta e
consapevole valutazione.
Il contenuto della mozione popolare presentata al
Consiglio Comunale di Quattro Castella su questo tema in data odierna.
Il
Consiglio Comunale di Quattro Castella
Esprime parere negativo all’idea di aggregazione
tra le aziende, Hera, Iren, A2A e altre multi-utility, mirante a configurare un
unico grande agglomerato industriale.
Ciò in considerazione anche dell'assenza di atti
aziendali, piani industriali e di sviluppo tali da consentire un attenta e
consapevole valutazione in ordine alle possibili ricadute sul territorio della
provincia di Reggio Emilia.
Il
Sindaco di Quattro Castella
Andrea Tagliavini
I
Consiglieri di Quattro Castella Democratica
Ivens Chiesi
Roberta Rinaldini
Ramzi Ben Romdhane
Stefano Setti
Maria Elena Manzini
giovedì 31 gennaio 2013
Ribadisco ancora di più il mio rispetto per l'operato di Papa Giovanni Paolo II
Vedendo questa foto, mi nutre ancora di più
le mie forti perplessità sull’operato di Papa Ratzinger e il suo entourage.
Giovanni Paolo II, lui si che era un Papa, è
riuscito a conquistare la stima e il rispetto delle massime cariche
appartenenti alle altre religioni.
mercoledì 30 gennaio 2013
Giovedi 31 Gennaio Consiglio Comunale ore 19.30
QUATTRO CASTELLA. Ci saranno 12 punti all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale in programma per giovedì alle 19.30.
Il sindaco Andrea Tagliavini illustrerà la decisione di prelevare dal Fondo di Riserva comunale 13.000 euro per destinarli ai Servizi sociali, in particolare al Centro sociale e al Centro delle famiglie di Boschi. Si parlerà anche di “Acqua pubblica” e di Iren con la proposta d’iniziativa popolare per il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua contro la creazione di una “Multiutility del nord”. Sugli stessi temi anche due ordini del giornodella maggioranza.
Altri argomenti: la proposta di convenzione con le Farmacie comunali di Reggio per la gestione della Farmacia comunale di Puianello, il regolamento per la tutela del benessere animale, il conferimento alla Comunità Montana delle funzioni relative al vincolo idrogeologico e la conferma d’ambito dell’Unione colline matildiche. Una mozione del consigliere Giovanni Canovi (Gruppo PdL-Lega) sarà sull’installazione di telecamere in alcune strade del capoluogo.
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